L' Olio Extravergine
di oliva
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Classificazione
> Durata
> Conservazione
> Qualità
> Consigli
per ottenere un buon olio extravergine di oliva
> Cenni
sulle tecniche di produzione
> Produzione
in Italia
> Consumatori
nel mondo
Classificazione
L'olio di oliva non è tutto
uguale e soprattutto non tutti possono fregiarsi dell'appellativo
"Extravergine". Questo perchè
varia la lavorazione e le qualità fisico-chimiche del
prodotto. Conoscere in cosa differiscono può aiutarci
a fare delle scelte oculate in vista di una sana alimentazione.
La classificazione degli oli è unica nella Comunità
Europea e suddivide le tipologie "vergini" cioè
ottenute per la sola spremitura da quelle "non vergini"
cioè rettificate con procedimento chimico.
Oli di oliva vergini: ottenuti dalla sola spremitura delle olive.
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Durata
Il gusto dell'olio ad inizio stagione,
appena spremuto, appare troppo forte in quanto si mantiene ancora
il sapore e si avverte in gola una sensazione di asprezza, ma
trascorsi alcuni mesi (dal terzo in poi), l'olio comincia ad
esprimere il meglio della sua personalità e del suo bouquet:
profumi ed aromi raggiungono l'optimum e l'olio scivola piacevolmente
in bocca ed inebria con il suo gusto netto e maturo di frutto
e con la sua fragranza tutte le papille gustative. Dopo questa
fase che si protrae fino ai dodici mesi, l'olio inizia lentamente
la sua parabola discendente; a differenza del vino che migliora
invecchiando, l'olio è migliore quando è giovane;
dopo l'anno infatti, comincia ad acquistare un sapore leggermente
più dolce e questo è il primo segnale di incipiente
processo di ossidazione, che ne andrà a modificare nel
giro di alcuni mesi la sua struttura; permangono ancora ottime
le qualità nutritive ma il gustoso profumo di fruttato
va scemando lentamente.
Dopo i due anni l'olio extra vergine di oliva continua ad essere
commestibile, ma ormai ha perso ogni aroma e colore; dal terzo
anno in poi non è più consigliabile per il consumo
alimentare.
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Conservazione
L'olio è un prodotto alquanto
delicato che teme in modo particolare la luce, il calore, gli
odori che possono compromettere fortemente la qualità
finale.
La luce rappresenta il primo nemico, in quanto accelera il processo
di ossidazione, il calore pregiudica le caratteristiche organolettiche,
gli odori in quanto l'olio assorbe tutti quelli con cui viene
a contatto.
Pertanto, è necessario conservarlo in posti freschi ed
asciutti, in ambienti ombrati ed arieggiati, tenuti ad una temperatura
tra i 12 e i 15 gradi e con una umidità tra i 40 e i
70 gradi, onde evitare la formazione di muffe sui pavimenti
e pareti, portatori di cattivi odori.
I recipienti migliori, in assoluto, per la conservazione sono
i tini in ferro stagnato, i silos in acciaio inossidabile, le
vasche sintetiche o in cemento impermeabilizzato; sono da escludere
i vecchi orci in terracotta, in quanto è stato dimostrato
che i materiali porosi assorbono le sostanze contenute.
La colorazione dell'olio va dal giallo al verde più intenso
e comunque non rappresenta un fattore determinante ai fini di
un giudizio qualitativo.
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Qualità
Controllare la sanità del
frutto ed effettuare i trattamenti solo quando è veramente
necessario.
Raccogliere il frutto alla giusta maturazione.
Preferire la raccolta manuale o la bacchiatura su reti, piuttosto
che altri metodi.
Scartare le olive raccolte da terra e quelle colpite dalla grandine
o bucate.
Immagazzinarle in luogo fresco e ventilato, utilizzando se possibile
delle cassette impilabili, utili anche per il trasporto al frantoio.
Frangere il più presto possibile (la perdita di acqua
non corrisponde ad un aumento di resa in olio).
Non tenere insaccate le olive se la gramolatura viene ritardata.
Verificare la pulizia dei locali (frantoi) e delle attrezzature.
Conservare il prodotto in ambiente idoneo, lontano da odori
permeanti.
Mantenere il prodotto in luogo fresco ed al riparo della luce.
Evitare il congelamento e provvedere ad allontanare gli inevitabili
fondi che si formano per spoliazione del prodotto.
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Consigli
per ottenere un buon olio extravergine di oliva
Verificare che il frutto sia sano.
Raccogliere le olive all'inizio dell'invaiatura e non eccessivamente
mature.
Praticare la raccolta manuale o la bacchiatura con l'ausilio
di reti.
Evitare la cascola naturale.
Non raccogliere le olive da terra, danneggiate dalla grandine
o comunque malsane.
Sostare le olive prima della molitura in un luogo fresco e ventilato
utilizzando cassette di legno o di plastica impilabili.
Evitare l'uso di sacchi di juta o di plastica.
Molire le olive entro e non oltre le 48 ore dalla raccolta.
Scegliere frantoi che curino condizioni igieniche e la pulizia
delle attrezzature.
Controllare (in caso di frantoio con ciclo continuo) la temperatura
di gramolatura che non deve superare i 27 °C.
Conservare l'olio in luogo fresco e asciutto, lontano da fonti
inquinanti e al riparo dalla luce preferibilmente in contenitori
di acciaio.
A decantazione delle morchie, provvedere alla loro repentina
separazione dall'olio.
Verificare la qualità effettuando analisi chimico-fisiche
di laboratorio e sottoporre il prodotto al giudizio di un panel
test.
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Cenni
sulle tecniche di produzione
Fasi operative di lavorazione
delle olive:
- Mondatura
- Lavaggio
- Frangitura o mozzolatura
- Gramolatura
- Separazione mosto oleoso/solidi
- Separazione acqua-olio.
Per i processi di lavorazione i
frantoi tradizionali sono costituiti da: due macine di granito
per la frangitura delle olive, dosatrice che distribuisce la
pasta su filtri di nailon, presse per la fase di estrazione,
separatori centrifughi.
Fasi principali di lavorazione:
La frangitura: frantoio a macine: la liberazione dell'olio dai
tessuti vegetali che lo contengono avviene per schiacciamento
delle olive con macine di granito. Questo processo, che avviene
per il ripetuto passaggio delle macine che girano di continuo,
consente di ottenere una pasta omogenea di opportuna consistenza.
Le macine hanno forma cilindrica e superficie scabra che consentono
di ridurre il nocciolo a dimensioni tali da compromettere in
maniera negative le successive fasi. La frangitura non deve
superare i 30 minuti Il vantaggio di questo tipo di frangitura
risiede nel fatto che i componenti volatili aromatici e i polifenoli
non vengono modificati e ciò si traduce in una migliore
valutazione generale della degustazione. Gli svantaggi sono
l'ingombro, il lavoro è lento e discontinuo ed elevato
costo d'esercizio.
La fase di estrazione: a pressione la pasta di olive viene posta
su dischi filtranti di materiale sintetico ad alta resistenza
in strato sottile. Questi vengono poi impilati su una piattaforma
con tubo forato in centro, intervallati da dischi di metallo.
Con impianti a pressione allora la pasta d'olive, costretta
tra diaframmi filtranti, si riduce di volume. Le fasi liquide,
incompressibili, filtrano attraverso il pannello e le maglie
dei diaframmi danno luogo a flussi di mosto.
Fase di separazione: la centrifuga serve a separare completamente
l'olio dall'acqua di vegetazione con l'utilizzo di centrifughe.
Durante questa fase i frantoi aggiungono, acqua calda per facilitare
la separazione (se così fatto si tratta di estrazione
a caldo non a freddo).
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Produzione
in Italia
La produzione di olio extravergine
di oliva è prerogativa del sud Italia. Le cifre parlano
chiaro. Su 7,2 milioni di quintali prodotti nell'annata 1999/2000
quasi 6,5 milioni vengono prodotti nelle regioni del sud; un'incidenza
nella produzione nazionale di circa il 90%.Terzo produttore
Nazionale la Sicilia, con quasi 600.000 quintali di olio prodotto,
preceduta solo da Puglia e Calabria
La rimanente produzione è
suddivisa tra Toscana, Liguria, Umbria e Abruzzo. La qualità
è garantita dalla certificazione DOP delle diverse aree
di produzione. Le produzioni siciliane possono contare su quattro
aree che hanno ottenuto la DOP (Monti Iblei,Valli Trapanesi,
Val di Mazara e Monte Etna), altre due vicinissime al traguardo
(Valle del Belice e Valdemone).
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Consumatori
nel mondo
L'Unione Europea (UE) è
di gran lunga il primo produttore e il primo consumatore mondiale
di olio di oliva.Questo prodotto, che da sempre si annovera tra
gli ingredienti di base della cucina mediterranea, diffuso in
tutto il territorio dell'Unione è ormai entrato a far
parte delle usanze gastronomiche di un numero crescente di consumatori,
che ne hanno scoperto e apprezzato le qualità intrinseche.
Dalla situazione del mercato mondiale di olio di oliva emerge
chiaramente il ruolo di leader dell'UE con circa il 75% della
produzione e il 70% del consumo. In ambito UE l'Italia è,
insieme alla Spagna, il principale produttore e consumatore.
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